IL CIBO NEI CARTONI ANIMATI DI MIYAZAKI

La cultura giapponese esprime da sempre il suo carattere unico e inimitabile in tutti i suoi campi: dalla cucina all’architettura, dalla calligrafia fino allo sport.

In Italia lo stile giapponese diventò popolare già dagli anni ’70, quando in TV iniziarono a trasmettere alcuni cartoni animati disegnati proprio nel Paese del Sol Levante. Gli anime si affermarono nel decennio immediatamente successivo e da lì intrapresero la loro ascesa.

I ricordi d’ infanzia del grande Miyazaki, regista, sceneggiatore, animatore, fumettista e produttore cinematografico giapponese, influenzarono molto i suoi elaborati e nei suoi lungometraggi si presentano temi ricorrenti: i protagonisti sono quasi sempre bambini e le donne ricoprono ruoli fondamentali all’interno delle sue storie.

In questo articolo vi accompagniamo in una maratona che vede protagonisti i più grandi successi firmati Miyazaki e, come in ogni proiezione che si rispetti, è necessaria una buona dose di supporto culinario. E cosa c’è di meglio che una bella scorpacciata di ricette a tema? Iniziamo!

IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL

Se la vostra maratona inizia alla mattina, bisogna partire con il piede giusto, o meglio, con il cibo giusto!

La colazione del famoso film di Miyazaki, nominato all’Oscar, è molto semplice e facilmente ripetibile. Di che cosa si tratta? Semplicemente di uova fritte in padella insieme a spesse strisce di bacon. In questo modo le uova si insaporiscono alla perfezione. Infine, vengono servite con una fetta di pane e del formaggio, giusto per non farsi mancare niente.

IL MIO VICINO TOTORO E LA COLLINA DEI PAPAVERI

Nei capolavori di Miyazaki il cibo è importante ma lo è anche tutto il complesso di tradizioni e principi che stanno dietro a questo aspetto della cultura giapponese.

La cucina non è quindi intesa e rappresentata solo come una serie di ingredienti e di tecniche ma come un vero e proprio rito. Lo si vede, per esempio, ne “Il mio vicino Totoro” e ne “La collina dei papaveri” con la composizione attenta, sia dal punto di vista degustativo che estetico, del “bento”, il cibo della pausa pranzo.

Il più famoso è quello a base di riso bollito, pesce, edamame, sakura denbu (un condimento a base di pesce colorato di rosa) e, infine, una umeboshi (prugna fermentata), posizionata al centro del riso come a ricordare la forma della bandiera nipponica.

Un altro esempio ben noto è il “bento” de “La collina dei papaveri”: il riso e l’umeboshi non possono mancare ma, a questi, vengono aggiunte salsicce, katsuobushi, verdure cotte e tamagoyaki (omelette giapponese arrotolata).

LUPIN III – IL CASTELLO DI CAGLIOSTRO

Non possiamo dimenticare che il nome del regista Miyazaki è legato indissolubilmente a quello del ladro gentiluomo Arsenio Lupin. Nel 1979 uscì, infatti, il film “Il castello di Cagliostro” e qui il protagonista Lupin III divora un piatto enorme di spaghetti (quasi degno di Alberto Sordi in “Un americano a Roma”) con le polpette e un bicchiere di vino rosso, seduto in una trattoria italiana insieme all’amico e socio Jigen.

LA CITTÀ INCANTATA

Torniamo a parlare di cucina e tradizioni giapponesi: le famose polpette di riso dalla forma triangolare e l’alga nori sono un noto street food in Giappone e possono essere sia a base di solo riso, con un cuore di salmone o tonno, oppure arricchiti con l’umeboshi.

Non sappiamo esattamente come siano quelli della scena de “La città incantata” ma vengono offerti alla protagonista Chihiro, confezionati in una foglia di bambù essiccata come forma di consolazione per la trasformazione dei genitori in maiali.

PORCO ROSSO

Pesce in salsa: un piatto più elaborato ed elegante che non c’entra molto con l’ambientazione italiana ma che conquisterà tutti i palati! Nel film “Porco Rosso” il protagonista gusta un trancio di pesce (probabilmente salmone cotto al vapore) con una salsa color panna che alcuni identificano come besciamella, altri come salsa olandese. Il tutto accompagnato da carotine glassate e un calice di vino bianco, magari un pinot grigio.