Il caso Crazy Pizza

Flavio Briatore non ha bisogno di molte presentazioni, è uno degli imprenditori più noti nel nostro territorio, non solo per le sue attività imprenditoriali ma anche, e soprattutto, per la sua grandissima capacità di far parlare di sé.

E se non si sa ancora se la celebre frase “Nel bene o nel male, purché se ne parli” sia da attribuire ad Oscar Wilde o a Napoleone Bonaparte, sappiamo per certo che Briatore ne ha fatta una filosofia di vita.

Difatti, anche recentemente è finito nell’occhio del ciclone, sollevando non poche polemiche sul web a causa di “Crazy Pizza”, catena di ristoranti aperta circa un anno fa con dei prezzi da capogiro.

I primi due locali sono stati quelli di Londra e Portocervo, ma pochissimi giorni fa si è aggiunta la terza pizzeria a Montecarlo. Il lancio, come è doveroso che sia in questi casi, è stato accompagnato da numerose foto su Instagram che hanno fatto insorgere il popolo del web.

“Di crazy c’è solo il prezzo” si legge in più di qualche commento, infatti se la pizza margherita a Montecarlo costa “solo” 15 euro, quella mozzarella e prosciutto di Parma costa ben 26 euro, fino ad arrivare a quella da 45 euro con scaglie di tartufo nero e olio al tartufo bianco. Vi è anche qualcuno che difende la scelta dei prezzi dell’imprenditore perché non solo la pizzeria è situata in una meta di lusso quale Montecarlo, ma anche perché nel prezzo, oltre alla pizza, alla location e al servizio, è compreso anche lo spettacolo dei pizzaioli che fanno roteare un’enorme pasta per la pizza in sala a ritmo di musica.

Ma sui social media non è solo il prezzo ad essere oggetto di critica ma bensì anche l’aspetto della pizza, lontanissima da quello che la tradizione della pizza napoletana vorrebbe, infatti si presenta sottilissima e croccante, talmente tanto da essere definita “una fetta biscottata”. Il sito ufficiale giustifica questo aspetto poco invitante con la mancanza di lievito nell’impasto per renderla leggera e facilmente digeribile. In realtà, la presenza di lievito non determina la digeribilità della pizza, ma influiscono la quantità di lievito utilizzato e la durata del processo di lievitazione.

Ma Briatore non è il primo ad essere bersaglio di critiche a causa della pizza, infatti anche lo chef Carlo Cracco e la sua pizza margherita rivisitata sono stati nel mirino delle polemiche del web qualche anno fa.

Questo prova che agli italiani puoi toccare tutto, ma non la pizza.