GLI INSETTI SONO IL CIBO DEL FUTURO?

La popolazione globale sta aumentando a dismisura e l’allevamento animale e l’agricoltura intensiva su cui si basa la dieta delle popolazioni dei paesi sviluppati non sono più sostenibili.

Si è spesso pensato che gli insetti possano rappresentare una buona alternativa per soddisfare il fabbisogno alimentare della popolazione in crescente espansione. Nonostante rappresenti un mercato in espansione e il consumo alimentare di insetti sia molto diffuso in Africa, Asia e Sud America, le infrastrutture per l’allevamento di insetti e canali di distribuzione sul mercato alimentare sono praticamente inesistenti in Europa. Questo è dovuto all’opinione del consumatore che è in media negativa, anche se coloro che hanno assaggiato prodotti alimentari derivati da insetti ne ha apprezzato il sapore.

Maggiolini, scarafaggi, locuste, grilli, cavallette, ragni, scorpioni, cicale sono solo alcuni degli insetti commestibili già consumati in paesi come Asia, Africa e Sud America. Gli insetti rappresentano un alimento altamente proteico e la loro produzione sarebbe più sostenibile per il pianeta. Da diversi anni è proprio la FAO a sostenere l’Entomofagia, ovvero il consumo di insetti da parte dell’uomo.

In un recente report pubblicato dalle Nazioni Unite viene valutato l’impatto ambientale dell’allevamento animale. Nello specifico, per quanto riguarda il consumo di acqua, si stima che per la produzione di un chilo di carne di maiale siano necessari 3500 L di acqua, 2300 L per un chilo di carne di pollo e addirittura 43000 L per un chilo di carne di vitello. In più, l’anidride carbonica emessa per produrre un chilo di carne di vitello è pari a 150 kg.

Se si guarda ai dati relativi alle emissioni di gas serra e consumo di acqua necessari all’allevamento di insetti, ci si può fare una idea di come il loro consumo alimentare possa contribuire ad uno sviluppo sostenibile. Ad esempio, l’anidride carbonica emessa per produrre un kg di proteine dai bachi da seta è di circa 15 kg, una quantità decisamente minore rispetto quella che viene emessa per produrre un kg di proteine animali. Anche se non esiste, invece, un valore preciso per quanto riguarda il consumo di acqua necessaria all’allevamento di insetti, si possono stimare valori di gran lunga inferiori rispetto all’allevamento animale, considerando inoltre che alcuni insetti, come i bachi da seta, sono resistenti alla siccità.

E i valori nutrizionali? Il contenuto proteico di locuste e cavallette varia dal 18-32%, nei grilli varia dall’8-25% e per i bachi da seta si parla di numeri intorno al 15%. Il contenuto proteico della carne di vitello è intorno al 22%.

Proprio a gennaio 2021 l’ESFA, autorità Europea per la sicurezza alimentare, ha stabilito che i vermi della farina sono un alimento privo di rischi, sia mangiati interi che sottoforma di farina essiccata. Si tratta del primo insetto considerato sicuro per il consumo umano dall’agenzia per la sicurezza alimentare dell’UE. Attualmente l’ESFA sta valutando 10 domande.

Secondo un’indagine Coldiretti/Ixe del 2017, il 54% degli italiani sono contrari al consumo alimentare di insetti perché li considerano estranei alla cultura alimentare nazionale. Il 24% si dichiara invece indifferente alla questione e solo il 16% è favorevole. Il 6% non si esprime.

E se all’estero non è difficile imbattersi nella pizza con l’ananas, oggi un nuovo gusto si aggiunge alla lista di quelli più originali: la pizza con cavallette arrostite, lime e aglio. L’idea è venuta alla pizzeria Evel Pie di Las Vegas. La pizza si chiama “The Canyon Hopper”, riservata solo “ai più coraggiosi”. Il condimento è di Chorizo, formaggio di capra, cipolle caramellate, rucola, lime, aglio e cavallette.  Chi la vende dice che è “dannatamente buona”… e tu, avresti mai il coraggio di provarla?