CHE DIFFERENZA C’È TRA MANGIARE E NUTRIRSI?

L’alimentazione è la base della vita umana e ognuno è il riflesso del proprio modello alimentare.

Al giorno d’oggi, i tempi di gestione della nostra vita sociale hanno preso il sopravvento sulle nostre esigenze biologiche e spesso tendiamo a considerare poco il senso del termine “mangiare”, ignorando del tutto quello del termine “nutrirsi”, due aspetti della vita che potrebbero sembrare la stessa cosa ma che, in realtà, esprimono concetti profondamente diversi.

“Mangiare” significa assumere cibo per placare lo stimolo della fame. Uno dei problemi dei nostri giorni, a livello nutrizionale, è proprio il fatto che tendiamo a mangiare non più semplicemente per soddisfare il senso della fame ma spesso e volentieri lo facciamo per golosità nei momenti più vari della giornata, per passare il tempo, magari davanti a un film, durante lo studio o ancora nei locali serali, trovando nell’atto di mangiare un’ottima scusa per creare l’occasione di socializzare.

Mangiare è un atto edonistico: l’uomo trae piacere dal cibo ma spesso ne abusa, cercando in esso sfoghi o consolazioni. È a questo punto che subentra l’importanza del termine “nutrirsi”. Anche se oggi, nel nostro paese, praticamente tutti mangiano, sono relativamente pochi coloro che si “nutrono” in maniera corretta!

“Nutrirsi” significa fornire al nostro organismo le sostanze di cui ha bisogno nelle giuste quantità e proporzioni, per funzionare in maniera corretta, in termini di macronutrienti (proteine, carboidrati e lipidi) e micronutrienti (vitamine, minerali ed altri elementi). Quindi, in altri termini, nutrirsi significa mangiare gli alimenti che, in base alle nostre condizioni fisiologiche, possono darci quei nutrienti di cui abbiamo bisogno per mantenere uno stato di benessere.

Nutrirsi consiste dunque nella scelta di mettere più benessere nella nostra tavola e avere a disposizione più energie, sentendosi così più forti e leggeri e godendo di un sonno e di una digestione migliore.

Oggi si assiste al paradosso per cui la popolazione mondiale, specie nei Paesi Occidentali, è iperalimentata ma iponutrita. L’accessibilità e la disponibilità di cibo è sempre maggiore ma lo sfruttamento dei terreni, gli allevamenti intensivi, i preparati chimici, la congelazione e le lavorazioni industriali impoveriscono le qualità organolettiche di quello che finisce nel nostro piatto.

Ecco perché, pur alimentandosi a dovere, non ci si nutre a sufficienza. È dunque di fondamentale importanza tornare a capire quello che mangiamo, privilegiando i cibi coltivati in prossimità e ponendosi il problema del consumo eccessivo di carni, favorendo invece le coltivazioni biologiche e i prodotti di stagione.

La nutrizione presuppone quindi una concreta educazione alimentare, senza togliere comunque il piacere di mangiare ed uno stile di vita possibilmente salutare, nel quale trovi spazio anche l’attività fisica.